Pensionati in Portogallo: la storia di Oreste e Marina

Ecco la storia di Oreste e Marina, una coppia di pensionati in Portogallo che dicono di questo trasferimento come “la scelta migliore della nostra vita”.

Arrivato alla pensione dopo molti anni spesi in trasferte per il mondo Oreste Rossi, di origine piacentina, con la moglie Marina Nagy, padovana e di papà ungherese, ha fatto rotta a Olhao, piccola cittadina moresca in Algarve.

Ad Olhao, attualmente, arrivano dai quattro ai cinque italiani a settimana. Oreste è stato per quarant’anni un uomo in viaggio alle dipendenze della Bonatti di Parma. Direttore amministrativo in Libia, nella sua carriera ha seguito anche cantieri in Tanzania, Iraq, Zambia, Polonia, Nigeria, Romania ed Egitto. Oggi con la sua pensione defiscalizzata, come Michelle Pfeiffer e Sean Connery nel romantico finale de «La casa Russia», ha trovato un buen retiro in un ex villaggio di pescatori affacciato sull’Atlantico.

Oreste e Marina hanno lasciato in Italia due figli: Gaia, impiegata in un centro di elaborazione dati e Marco, formatore informatico di sistemi operativi.

“Non abbiamo nipotini, purtroppo – dice Marina – abbiamo preso la decisione di cambiare vita considerando l’autonomia dei nostri figli e i vantaggi economici che ne derivavano. Adesso, dopo un anno di permanenza in Portogallo possiamo dire che è stata la scelta più azzeccata della nostra vita”.

Un anno in Algarve per partire verso una seconda vita. Olhao si trova a 100 chilometri da Siviglia e a 250 da Lisbona. Ma soprattutto a 20 minuti di macchina da Vilamoura, la Costa Azzurra portoghese, con i suoi 57 campi da golf e il lato glamour del turismo internazionale.

“Abbiamo scelto un vista mare a 200 metri da Praça de Restauraçào. Questa piazzetta al centro di Olhao è diventata una piazza italiana. Si respira un clima di serenità che non vivevo in Italia da molti anni. Nei caffè, nei ristoranti, gli italiani stanno insieme e si salutano. Ma non a denti stretti come a casa. È chiaro che ci dispiace questo allontanamento, ma qui viviamo molto bene. Qui ci sono pensioni importanti, ma anche chi ha un’entrata di soli mille euro, può andare serenamente a cena fuori e non preoccuparsi ogni giorno delle bollette. Dopo quarant’anni di lavoro, credo di meritarmelo”.

Pensate di tornare un giorno?
“Ci piacerebbe, ma non credo. In Italia, e lo dico con dispiacere, credo andrà sempre peggio”, conclude Oreste.

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