7 buoni motivi per trasferirsi all’estero con la pensione detassata

Gli Italiani si sono finalmente svegliati ed hanno capito: per migliorare la loro condizione di vita non possono certo sperare in un improbabile “miracolo italiano” devono fare la valigia, riprendere in mano il loro futuro e rifarsi una vita all’estero con la pensione detassata. Si chiama “early retirement abroad” ed altro non è che la tendenza che oggi fa tanto odience su testate giornalistiche e tv nazionali dei cosiddetti “pensionati in fuga”.

In questi anni, abbiamo raccolto le testimonianze di chi stufo di vivere in una realtà grigia e cupa, di un Paese che non conosce la meritocrazia, uno Stato irriconoscente e oppressivo anche con chi l’ha servito per anni, ha deciso di trasferirsi all’estero.
Per questa ragione sappiamo bene cosa spinge un pensionato italiano a lasciare l’Italia e ve lo riassumiamo nei 7 buoni motivi per trasferirsi all’estero con la pensione detassata.

  1. Vantaggio economico.

    Scegliendo un Paese con costi della vita inferiori rispetto all’Italia, aumenta ed in molti casi raddoppia il potere d’acquisto della pensione con tutto ciò che ne consegue.

  2.  

  3. Tassazione favorevole.

    In quasi tutti i Paesi, e quindi anche in quello che sceglierete per vivere all’estero, la tassazione è molto più bassa che in Italia. In Tunisia, ad esempio, si paga un’aliquota variabile solo sul 20% dell’imponibile, permettendo così una tassazione delle persone fisiche particolarmente vantaggiosa. In alcuni Paesi come Bulgaria e Portogallo la tassazione sulle pensioni è pari a zero, ergo niente tasse ai pensionati residenti.

  4.  

  5. Nessuna rinuncia.

    Strettamente legato ai primi due, riguarda la sicurezza di non dover affrontare una vita di rinunce per motivi economici. Non dover pagare tasse e vedersi aumentare la pensione da un minimo del 23% fino al 43% al mese, queste le aliquote “dell’estorsione legale in Italia”, vuol dire risparmiare cifre di tutto rispetto che ci permetteranno di aiutare i figli che loro malgrado sono rimasti in Italia, fare una vacanza in più ogni anno o semplicemente poter andare a pranzo o a cena al ristorante quando si vuole. Trasferendo la residenza all’estero si riceve la pensione lorda. Niente più odiose trattenute IRPEF e aumento immediato dell’importo percepito da un minimo del 23% ad un massimo del 43%.

  6.  

  7. Assistenza sanitaria.

    Anche in questo settore il clamoroso sorpasso è avvenuto da tempo, e non parliamo solo di Paesi dell’euro-zona, notoriamente più attenti alla salute dei loro cittadini di quanto non lo sia il nostro, ma perfino di nazioni Nord africane, vedi la Tunisia dove una visita specialistica costa in media 20 euro ed i tempi di attesa sono nell’ordine di minuti; da anni è infatti meta di “viaggi sanitari” per eseguire interventi odontoiatrici e di chirurgia estetica con costi tre volte più bassi e standard più elevati dei nostri. La stessa cosa accade in Bulgaria, all’avanguardia nella cura con laser in oculistica, chirurgia cardiovascolare, la sostituzione dell’articolazione pelvico femorale, per i problemi di infertilità oltre all’odontoiatria e chirurgia estetica.

  8.  

  9. Tutto il mondo è paese.

    Con la diffusione dei voli low cost, il mondo è diventato più piccolo e non c’è angolo che non possa essere raggiunto più o meno comodamente e con tariffe in certi casi ridicole. Un esempio su tutti la Bulgaria. Trasferirsi a Sofia vuol dire anche aver la possibilità di rientrare in Italia in qualsiasi momento spendendo 59,00 euro per un biglietto di a/r (tariffe ufficiali che il vettore Wizzair applica per il volo Roma-Sofia). Meno economico, ma pur sempre a buon mercato l’offerta per raggiungere Tunisi. La compagnia di bandiera Tunisair offre volo a/r da Roma con prezzi a partire da 150 euro. Anche altre importanti compagnie aeree hanno dovuto rivedere al ribasso i loro listini, schiacciate da una concorrenza sempre più agguerrita. Per quanto riguarda il Portogallo invece, da giugno 2018 sarà possibile raggiungere l’earoporto di Faro con un volo diretto da Verona.

  10.  

  11. Arricchimento personale.

    Rompere i ritmi quotidiani vi farà uscire dalla monotonia che inevitabilmente ci portiamo dentro, vivere un’esperienza del genere non ha prezzo, è fonte di energia vitale e conoscenza senza pari. Avrete la possibilità di confrontarvi con culture, popoli ed usanze diverse, ogni piccola cosa che riuscirete a fare sarà vissuta come una grande conquista, se vi metterete d’impegno in meno di sei mesi riuscirete a parlare una nuova lingua, cosa che i locali apprezzeranno tantissimo, vi riapproprierete di una libertà persa da tempo in Italia e sarete fieri di voi stessi.

  12.  

  13. Nuove esperienze culinarie.

    La cucina italiana è rinomata in tutto il mondo, se ben fatta. Si sa, il miglior ristorante è sempre casa propria, ma ogni tanto bisogna far felici anche le signore e quindi si va fuori a cena. In Italia tutti i ristoranti o quasi, ormai propongono gli stessi menù, piatti realizzati con prodotti di provenienza sconosciuta e spesso insipidi al contrario del conto salatissimo, roba da gioielleria svizzera. Vivere all’estero vi farà scoprire migliaia di ricette e tradizioni che non conoscevate, piatti gustosi, ottimi e rappresentativi del Paese che avrete scelto per trasferirvi e vivere felici in pensione all’estero. Dimenticavo il conto. In Tunisia, con 20 euro a persona in uno dei migliori ristoranti di Hammamet, si mangia pesce freschissimo. In Portogallo, spenderete anche meno o al massimo la stessa cifra, 20 euro, in un locale di livello medio/alto, mangiando anche qui pesce freschissimo. In Bulgaria, le cose sono notevolmente diverse. Il pesce non è certo il piatto principe della dieta bulgara, ma con 10 euro, mangerete un’anatra cucinata alla perfezione in un ottimo ristorante nella via più in di Sofia.

Prendendo spunto da un post trovato sulla nostra pagina Facebook, gli amici rimasti in Italia parlando ad un pensionato che si è trasferito all’estero hanno commentato: “hai avuto un gran coraggio ad andare a vivere in Tunisia!” La sua risposta è stata: “No, il vero coraggio lo avete avuto voi che siete rimasti in Italia.”

Commenti

comment



7 thoughts on “7 buoni motivi per trasferirsi all’estero con la pensione detassata”

  • Ho letto i 7 punti che spiegano il motivo, per cui un pensionato, dovrebbe trasferirsi all’estero. Li condividiamo tutti, perché noi siamo una coppia di pensionati che da quasi 2 anni vivono all’estero e a breve seguiremo il consiglio dello staff di VadoVia e andremo a vivere in Portogallo. A volte prendere delle decisioni è difficile ma si devono prendere, sarebbe terribile restare fermi nell’incertezza.

    • Buongiorno Daniela, risponda pure sotto il commento della Sig.ra Luciana, le arrivera’ una notifica e potrete mettervi in contatto. 🙂

  • sto pensando ad un trasferimento da pensionato che sarebbe a partire dal 1 febbraio 2018 da quel giorno mi muoverò per capire meglio ed intendo fare un viaggio esplorativo in Portogallo , detto ciò non riesco a capire se comunque potrò muovermi liberamente o c’è l’obbligo di soggiornare in Portogallo.
    Nella mia condizione da pensionato si potrebbe presentare qualche offerta di lavori a spot che potrebbero durare per alcuni mesi del anno e non periodi lunghi o continuativi.
    Marco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Close
Privacy Policy